Immagine Escher La Casa-che-rende-folli
Perché i dipendenti pubblici seri ci sono. E se solo cominciassero a parlare...
"Dovrebbero fare come sui pacchetti di sigarette. Un bel cartello all'ingresso: nuoce gravemente alla salute. Perché lavorare per un servizio pubblico e volerlo fare seriamente è un desiderio che paghi salato" (da "La Casa-che-rende-folli", p. 9)

Diciamolo, una buona volta: nei servizi pubblici voler fare solo il proprio lavoro, nient'altro che il proprio lavoro, è un lusso. Quando ci si riesce.
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Volete sapere se l'esasperazione di un dipendente pubblico ha superato il livello di guardia? Chiedetegli se anche per lui è scoccato il fatidico Momento-del-Libro. Quel momento, cioè, in cui comincia a pensare: "Con tutte le porcherie che ho visto quasi quasi ci potrei scrivere un libro!".

Magari lo scrivesse davvero: se tutti quelli che hanno qualcosa da dire lo facessero le cose comincerebbero a cambiare sul serio. Perché solo facendo circolare le idee può nascere una cultura nuova e migliore rispetto a quella dominante. Purtroppo, invece, giorno dopo giorno la rabbia dei più si affievolisce. L'umore passa lentamente da sdegnato a rassegnato: "Tanto, a cosa vuoi che serva... Cosa mai vuoi che cambi... E poi, in fondo, a me che mi frega, quel che conta è solo lo stipendio".

Anche per me a un certo punto è arrivato il Momento-del-libro. Ma io non ho lasciato perdere, non sono il tipo. Figurarsi se cestinavo l'idea di mettere per iscritto tutto quel che avevo visto nelle mie peregrinazioni: l'esercito di cretini e maneggioni che avevo avuto la sventura di incontrare non meritava di passarla liscia. E' così che è nato "La Casa-che-rende-folli". Mi piacerebbe che altre persone oltre a me cominciassero a parlare.

Questo sito è a disposizione di chiunque voglia farsi sentire. C'è un forum, c'è un blog, c'è una casella di posta per contattarmi in privato, ci saranno altre iniziative più avanti. Usate questi spazi più che potete per raccontare i misfatti quotidiani, le stupidaggini del sistema, le idiozie che non vi permettono di lavorare. Descrivete fatti, situazioni, cose, eventi.
Se poi avete voglia di raccogliere le vostre esperienze in un libro, perché non fate come me? Io me lo sono autopubblicato su Lulu, senza cercare un editore e senza rendere conto a nessuno: così ho scritto esattamente quel che volevo senza condizionamenti. Provateci, è molto semplice.

Unica precisazione: per favore, niente nomi. Non siamo qui per denunciare persone: se ci sono prove per farlo, i nomi chi ha coraggio li faccia in tribunale. Siamo qui per denunciare un sistema che non funziona e che impedisce a chi ne ha voglia di funzionare, e siamo qui per affermare un'idea di servizio pubblico diversa da quelle che vediamo in giro.

 Riusciremo a parlare anche di successi, prima o poi?
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Lavorare in un sistema assurdo
Perché
nessuno parla?
Bravo,
quindi boicottato
Servizi pubblici
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