Immagine Escher La Casa-che-rende-folli
Perché i dipendenti pubblici seri ci sono. E se solo cominciassero a parlare...
"Dovrebbero fare come sui pacchetti di sigarette. Un bel cartello all'ingresso: nuoce gravemente alla salute. Perché lavorare per un servizio pubblico e volerlo fare seriamente è un desiderio che paghi salato" (da "La Casa-che-rende-folli", p. 9)

Diciamolo, una buona volta: nei servizi pubblici voler fare solo il proprio lavoro, nient'altro che il proprio lavoro, è un lusso. Quando ci si riesce.
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Scarica il libro! La Casa-che-rende-folli
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"La Casa-che-rende-folli" è il titolo del libro (scaricalo qui!) che ho scritto sulla mia esperienza nei servizi pubblici.

Questo nome l'ho preso da un vecchio cartone animato, "Le dodici fatiche di Asterix", in cui Asterix e Obelix per una sfida con Giulio Cesare vengono appunto portati in una misteriosa "Casa-che-rende-folli" con il compito di procurarsi un certo modulo. L'impresa (guarda il filmato su YouTube, in francese) si rivela ben presto allucinante: i due, rimbalzati da un piano all'altro, da un impiegato scorbutico a un nullafacente, da un dirigente cretino a una segretaria incapace, rischiano di perdere il senno. Finché non escogitano una soluzione.


Ecco: tutti vedono il servizio pubblico sempre e solo come un posto che fa impazzire i cittadini e nessuno dice mai che in un sistema del genere i primi a impazzire sono i suoi dipendenti. Non tutti, però: quelli incapaci e fannulloni se la cavano alla grande (di fatto, il sistema sembra progettato proprio a loro immagine e somiglianza). Quelli che rischiano la loro salute mentale sono, incredibilmente, proprio coloro che politici e dirigenti dichiarano di voler premiare: gli onesti, i volenterosi, i preparati.

Il peggio è che un sistema del genere rende la vita tanto impossibile ai bravi che, in una sorta di selezione darwiniana, rischia di perderli. O perché a un certo punto anche loro tirano a campare perché tanto non si può fare diversamente, o perchè vanno in esaurimento, oppure perché se ne vanno. Come ho fatto io dopo aver inutilmente provato per anni a conciliare il lavoro vero con le idiozie del sistema.

Questo sito è a disposizione di chiunque voglia farsi sentire. C'è un forum, c'è un blog, c'è una casella di posta per contattarmi in privato, ci saranno altre iniziative più avanti. Usate questi spazi più che potete per raccontare i misfatti quotidiani, le stupidaggini del sistema, le idiozie che non vi permettono di lavorare. Descrivete fatti, situazioni, cose, eventi.

Se poi avete voglia di raccogliere le vostre esperienze in un libro, perché non fate come me? Io me lo sono autopubblicato su Lulu, senza cercare un editore e senza rendere conto a nessuno: così ho scritto esattamente quel che volevo senza condizionamenti. Provateci, è molto semplice.


Unica precisazione: per favore, niente nomi. Non siamo qui per denunciare persone: se ci sono prove per farlo, i nomi chi ha coraggio li faccia in tribunale. Siamo qui per denunciare un sistema che non funziona e che impedisce a chi ne ha voglia di funzionare, e siamo qui per affermare un'idea di servizio pubblico diversa da quelle che vediamo in giro.

 Riusciremo a parlare anche di successi, prima o poi?
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