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La
Casa-che-rende-folli Perché i dipendenti pubblici seri ci sono. E se solo cominciassero a parlare... |
"Dovrebbero fare
come sui pacchetti di sigarette. Un bel cartello
all'ingresso: nuoce gravemente alla salute. Perché lavorare
per
un servizio pubblico e volerlo fare seriamente è un
desiderio
che paghi salato" (da "La Casa-che-rende-folli", p. 9) Diciamolo, una buona volta: nei servizi pubblici voler fare solo il proprio lavoro, nient'altro che il proprio lavoro, è un lusso. Quando ci si riesce. |
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dipendenti che credono seriamente nel loro lavoro fanno molta fatica a
tollerare le magagne del servizio pubblico. All'inizio cercano a tutti i costi di conciliare il loro dovere con le pretese del sistema, e magari per un po' ce la fanno anche. Ma col passare del tempo tutto diventa sempre più difficile, fino a diventare praticamente impossibile. A questo punto alcuni crollano e diventano anche loro inefficienti, inconcludenti, burocrati: il sistema funziona così e loro semplicemente vi si adattano. Oppure, per illudersi di conservare una qualche forma di controllo sul loro lavoro, si lanciano in feroci guerre per il potere, sotto qualsiasi forma: la responsabilità di un progetto, la titolarità di un gruppo di lavoro, la paternità di uno scritto. Oppure ancora diventano cinici, disfattisti, perennemente incazzati con l'umanità. Qualcuno, purtroppo, si ammala. Qualcun altro va in burn out: e questa per il dipendente è una ulteriore frustrazione perché di solito le aziende considerano il burn out come un segnale di fragilità di quella persona e non anche un sintomo di malattia dell'istituzione stessa. Alcuni - pochi - se ne vanno. E' una sconfitta? E' una scelta coraggiosa? Io credo che sia soprattutto una sconfitta del sistema. Che taglia le gambe alle persone valide e premia i peggiori. Non servono leggi più rigide o regolamenti più severi: servono teste nuove. Fuori la voce! Dì la tua sul forum, sul blog, per email. Puoi anche fare come me e autopubblicarti un libro: io l'ho fatto su Lulu senza bisogno di un editore e senza dover rendere conto a nessuno. |
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